C’è chi crea e chi pianifica. E c’è chi si confronta ogni giorno con esigenze di produzione che cambiano in funzione del cliente, dei trend del momento, degli umori del mercato. In prima linea nel frenetico universo dell’out of home, seppur poco esposti, i service del grande formato uniscono competenze, esperienza e know how tecnologico per rispondere alle sfide poste dalla filiera. Proprio a loro ci siamo rivolti per esplorare più a fondo le dinamiche dell’out of home italiano e internazionale, indagarne gli ambiti applicativi più – o meno – innovativi, comprenderne l’evoluzione tecnologica e cogliere anticipazioni sui possibili scenari futuri.

Criticità e opportunità dell’out of home italiano

La vision aziendale punta su tecnologie integrate per offrire il meglio al cliente

La vision aziendale punta su tecnologie integrate per offrire il meglio al cliente

DB Ingegneria dell’Immagine è specializzata da oltre quarant’anni nella comunicazione visiva. L’azienda ha costruito la propria reputazione puntando sul mix di tecnologie di stampa serigrafica e digitale di ultima generazione e proponendosi come partner tecnico, in grado di realizzare per i clienti ‘progetti chiavi in mano’.

Risponde Marco Biancavilla, technical director di DB Ingegneria dell’Immagine

L’out of home in Italia: come sta andando?

L’Italia è ancora tra i primi cinque Paesi in Europa a investire nell’advertising out of home, con una presenza pubblicitaria dell’11%, secondo le stime più recenti. Nella prima metà del 2016 si è evidenziata una rinnovata propensione agli investimenti nel settore, ma le proiezioni per i prossimi mesi non sono altrettanto confortanti, anche a fronte del clima internazionale non favorevole. L’out of home italiano rimane, a livello strategico, ancorato a strumenti di advertising tradizionali, quali cartelloni, insegne (luminose e non), manifesti e pannellistica.

Chi e come investe nell’out of home?

Il quadro vede il comparto italiano frammentato in diverse realtà di marketing. A pianificare e sviluppare internamente una marketing strategy completa nell’advertising OOH sono soprattutto le medie e grandi aziende, in quanto le campagne di comunicazione outdoor più complesse – come allestimenti POS temporanei, coperture di edifici, affissioni e rivestimenti di mezzi – richiedono investimenti e capacità organizzative significative. In cambio, il ritorno di immagine di operazioni pubblicitarie di questo tipo è eccezionale perché riescono a raggiungere – senza essere ignorate – un ampio target di utenti on the go. Tale peculiarità della comunicazione out of home sta spingendo i principali brand owner a realizzare campagne sempre più innovative, con azioni di marketing esperienziale fruibili anche per pochi mesi.

Come cambiano le applicazioni?

Uno dei trend di maggiore interesse è quello dell’out of home indoor, ovvero dell’utilizzo di campagne di advertising localizzate all’interno di aeroporti, stazioni ferroviarie e metropolitane – luoghi ubicati all’interno di grandi strutture pubbliche nelle quali l’utente è di passaggio, come se fosse in un ambiente esterno. Molti brand owner sono focalizzati su questo tipo di comunicazione e ci commissionano l’intero progetto, dallo studio della soluzione creativa – tra temporary store, corner store, segnaletica – a produzione e allestimento. In tale ambito, cresce il numero di progetti di rebranding di respiro internazionale – realizzati attraverso network di operatori dedicati – per i quali il lavoro degli stampatori si estende anche al program management. Tra le applicazioni più richieste vi sono, poi, le coperture di palazzi, vetrate e grandi pareti – soluzioni di marketing di grande impatto ed efficacia e pertanto molto ricercate sia in Italia che all’estero – e, ancora, progetti di advertising che affiancano a campagne di marketing regionali o nazionali la decorazione di flotte di autovetture, per incrementarne la visibilità.

Sfide e opportunità nel wide format?

Le parole chiave sono tecnologia e digitalizzazione. La tecnologia e il digital advertising concorrono ad ampliare e diversificare l’offerta tradizionale di stampa, soprattutto in ambito di out of home dove è importante catturare l’attenzione, anche solo per pochi secondi. La capacità di offrire ai brand owner un servizio di comunicazione integrato, costruito sulla sinergia di più piattaforme di comunicazione – ne è un esempio l’advertising con messaggio dinamico – rappresenta un punto strategico di differenziazione nel mercato della stampa di grande formato. Allo stesso modo, il time to market sempre più compresso impone scelte importanti a livello organizzativo e richiede un’adeguata evoluzione delle strutture interne per preservare qualità, puntualità e margini.

Qual è l’impatto di web e social media?

Digital, Internet e social media svolgono un ruolo ambivalente. Da un lato, possono costituire una minaccia, in quanto il loro utilizzo comporta uno spostamento degli investimenti – e una riduzione del budget pubblicitario dedicato ai canali della stampa di grande formato. Dall’altro, rappresentano un’opportunità offrendo una cassa di risonanza in grado di veicolare e diffondere il messaggio e di garantirne la visibilità ben oltre il limite dell’area della postazione.

Come cambia la scelta dei supporti?

Paradossalmente, i più utilizzati sono ancora i supporti più classici: forex, Dibond, lastra piuma per pannellistica, cartone strutturato per allestimenti OOH indoor, pvc adesivi per insegne luminose e decorazioni di veicoli. Nonostante l’affermarsi di una logica green all’estero, in Italia stentano a decollare soluzioni più ecologiche, spesso più costose.


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Uno sguardo internazionale al settore

Esempi di lavorazioni effettuate da Eclipse in varie parti d'Europa

Esempi di lavorazioni effettuate da Eclipse in varie parti d’Europa

Eclipse Print è una multinazionale della stampa attiva nei settori del grande formato e del POP. Il gruppo si avvale di tecnologie offset, serigrafiche e digitali di ultima generazione, in linea con una strategia che fa dell’investimento continuo uno strumento di competitività.

Risponde Mirko Brandi, sales manager Italia di Eclipse Print

Qual è lo stato di salute del settore dell’out of home?

Il settore dell’out of home evidenzia, da qualche anno a questa parte, un andamento altalenante, caratterizzato dall’alternanza di fasi di crescita e di fasi di rallentamento. Guardando all’ultimo biennio, mentre il 2015 è stato caratterizzato da risultati positivi e segnali di ripresa, il 2016 ha fatto finora registrare una diminuzione degli ordini e della produzione. Si tratta di un trend che interessa certamente l’Italia, ma anche tutta l’area europea.

Italia ed Europa a confronto: come cambia il settore dell’out of home?

Rispetto all’Europa, l’Italia ha una sua peculiarità: il mercato è molto più frastagliato. Mi riferisco, nello specifico, alla situazione del segmento dei concessionari: mentre nella maggior parte dei Paesi europei la gestione delle postazioni pubblicitarie è stata centralizzata e vi sono uno o due concessionari di riferimento, in Italia i due grandi player – IGPDecaux e ClearChannel – sono affiancati da numerosi piccoli concessionari locali che seguono le postazioni delle aree di competenza. Il problema si rispecchia anche sulle infrastrutture: al contrario di quanto si verifica all’estero – dove si è puntato a definire un numero limitato e preciso di formati, in Italia esistono differenti formati anche per postazioni della stessa misura. Tale situazione rende la gestione delle campagne pubblicitarie outdoor più complicata, a partire dalla scelta della tecnologia da utilizzare in produzione fino alla gestione della spedizione e dell’installazione.

Quali sono le principali sfide per uno stampatore di grande formato?

A mio avviso, l’aspetto più problematico per gli operatori del comparto dell’out of home riguarda la politica dei prezzi al ribasso imposta dal mercato. Ciò comporta una serie di criticità: a fronte di un settore che impone prezzi sempre più bassi e vede aumentare progressivamente il costo delle materie prime, pretendendo allo stesso tempo il medesimo – eccellente – livello qualitativo dello stampato, siamo costretti a mettere in campo strategie alternative per riuscire a raggiungere un bilancio positivo. In questo frangente, Eclipse Print ha scelto di puntare sull’investimento in tecnologia.

Investire in tecnologie di ultima generazione per vincere la guerra del prezzo?

Esattamente. La policy del nostro gruppo prevede il rinnovo del parco macchine ogni due anni. Ciò significa che con cadenza biennale pianifichiamo investimenti in tecnologia per installare – in ognuna delle nostre sedi operative – nuovi sistemi di stampa di ultima generazione e dismettere – in toto o in parte – quelli vecchi. Questa politica ci consente di ottimizzare la produttività e la resa delle macchine da stampa e di ottenere, al contempo, la flessibilità necessaria per soddisfare le richieste dei clienti, anche in termini di rapporto qualità-prezzo.

Quanto i brand owner credono nell’efficacia dell’advertising OOH?

L’out of home viene certamente considerato quale strumento di comunicazione efficace. Tuttavia, c’è oggi una minore disponibilità di budget destinati a campagne di grande formato: molti brand owner hanno tagliato, in questi anni, parte degli investimenti in comunicazione e advertising e ciò non ha mancato di ripercuotersi anche sul settore dell’out of home.

La vostra produzione è localizzata all’estero. Quale valore aggiunto offrite per sopperire la distanza geografica?

Puntiamo molto sull’esperienza accumulata negli anni, sulla competenza costruita grazie al continuo aggiornamento tecnologico e sulla serietà del nostro approccio. Inoltre, il valore aggiunto che possiamo offrire si basa altresì sulla proiezione internazionale del gruppo: essendo una multinazionale, viviamo un confronto continuo con i responsabili dei vari Paesi che serviamo – confronto che una volta all’anno si concretizza in un meeting generale. Questa piattaforma ci consente di arricchire e ampliare la nostra vision ed esercita un impatto positivo sulle nostre decisioni strategiche.


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L’OOH torna protagonista del media mix

I brand owner, dai più noti ai più piccoli, continuano a scegliere l’out of home quale strumento per veicolare i propri messaggi pubblicitari

I brand owner, dai più noti ai più piccoli, continuano a scegliere l’out of home quale strumento per veicolare i propri messaggi pubblicitari

GPP Industrie Grafiche vanta una presenza storica nel settore dell’out of home più tradizionale – affissioni, manifesti, arredo urbano. L’azienda – entrata recentemente a far parte di Cartotecnica Goldprint – continua a fare di specializzazione tecnologica, servizio e consulenza il proprio punto di forza.

Risponde Guido Paraboni, responsabile divisione outdoor di GPP Industrie Grafiche

Come sta andando il settore dell’OOH?

Stiamo assistendo all’emergere di un rinnovato interesse per il mercato dell’out of home. Le principali concessionarie stanno diffondendo sul territorio nazionale nuove e interessanti installazioni. Contemporaneamente, gran parte dei vecchi impianti è stata rimossa o sostituita. L’arredo urbano, posizionato in aree strategiche, è diventato molto appetibile anche per i grandi brand della moda. Proseguendo su questa strada, sono convinto che l’outdoor possa tornare a essere, nel giro di poco tempo, tra i protagonisti del media mix di una buona pianificazione pubblicitaria.

OOH: quali le differenze tra Italia ed estero?

In generale, le dinamiche dell’out of home all’estero sono molto diverse rispetto a quelle del nostro Paese e non si è verificata la crisi che questo settore ha subito in Italia negli anni passati. Questo perché, a differenza di quanto avviene sul territorio nazionale, all’estero gli spazi pubblicitari sono sempre stati ben mantenuti e, fattore non secondario, standardizzati in pochi e ben definiti formati. A tale proposito, credo che il tema della standardizzazione meriterebbe di essere affrontato in maniera seria da tutti gli operatori che hanno a cuore il rilancio del settore.

Quali sono le sfide con cui vi confrontate?

Le aziende del nostro settore hanno seguito e seguono costantemente l’evoluzione del mercato. Mercato che cambia continuamente, soprattutto sul fronte tecnologico: basti pensare alla stampa che, mentre fino a una decina di anni fa veniva eseguita prevalentemente con tecnologia offset, oggi è profondamente orientata alla tecnologia digitale. La sfida è quella di riuscire a pianificare gli investimenti in maniera appropriata in un settore dinamico nel quale la proposta di soluzioni innovative è continua.

Quanto i brand owner credono nell’efficacia di questo mezzo?

Gestori della telefonia mobile, player della grande distribuzione e della ristorazione, case automobilistiche e aziende di servizi continuano a scegliere l’out of home quale strumento per veicolare i propri messaggi: questa costante presenza in affissione di aziende leader nei rispettivi settori di riferimento testimonia la diffusa fiducia nell’efficacia del mezzo.

Quali applicazioni sono oggi più richieste?

Nell’ambito dell’out of home più tradizionale, a crescere è la richiesta di manifesti destinati alle pensiline luminose, sia in ambito di arredo urbano sia in ambito di stazioni metropolitane. Un nuovo impulso lo hanno avuto anche piccoli e grandi formati di poster e manifesti che compongono pianificazioni locali o campagne multisoggetto e personalizzate. Di conseguenza, stiamo puntando a rafforzare il reparto di stampa digitale, non dimenticandoci però che, in alcuni casi, qualità e produttività della stampa offset sono ancora necessarie.

Dal digital al social, qual è l’influenza sulla comunicazione OOH?

La dimensione digital sta entrando velocemente anche nel mondo dell’out of home. Ne sono testimonianza la diffusione di spazi pubblicitari che permettono connessioni Wi-Fi con cui interagire e l’utilizzo di monitor nelle stazioni ferroviarie e metropolitane e di pannelli LED posizionati in prossimità di eventi sportivi e sociali. L’out of home è un mezzo che per la sua stessa natura ‘esterna’ è in grado di intercettare e coinvolgere le nuove generazioni, più avvezze alla strada che non a una TV tra le mura domestiche.

Quali gli obiettivi per il prossimo futuro?

Dal punto di vista tecnologico, non abbiamo ancora individuato una valida alternativa all’attuale impianto digitale, che consideriamo tuttora il più performante per la stampa su carta dei grandi formati. Dal punto di vista strategico, crediamo fortemente nella specializzazione, che per GPP non vuol dire solo tecnologia, ma servizio, consulenza e collaborazione. I prossimi investimenti punteranno a rafforzare la nostra posizione nell’attuale ambito, nel quale rappresentiamo un punto di riferimento per clienti, centri media e concessionarie.


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Classico, digital, artistico, i mille volti dell’out of home contemporaneo

Gruppo Masserdotti ha curato la copertura del quartier generale di IWBank Private Investments, in piazza Zavattari a Milano

Gruppo Masserdotti ha curato la copertura delle facciate del palazzo che ospita il quartier generale di IWBank Private Investments, in piazza Zavattari a Milano.

Gruppo Masserdotti è considerato pioniere nel mondo della visual communication, in Italia e all’estero. L’azienda bresciana segue da sempre l’evoluzione tecnologica del settore e si fa promotore di innovazione, proponendo – con le due divisioni Digital Decoration e Digital Signage – soluzioni applicative all’avanguardia

Risponde Alberto Masserdotti, CEO di Gruppo Masserdotti

Come sta andando il settore dell’out of home?

Per tracciare un quadro del mercato dell’out of home in Italia dobbiamo innanzitutto distinguere tra l’out of home puro – che comprende cartellonistica classica e affissioni outdoor – e il mondo del wrapping – che spazia dalla decodinamica al rivestimento facciate. Nel caso dell’out of home puro, ci troviamo di fronte a un trend in flessione, che registra un calo più consistente nei centri di dimensioni medio-piccole, mentre gli investimenti si mantengono più regolari nelle grandi città come Milano. Una situazione legata alla crisi economica, da un lato, e, dall’altro, al crescente interesse verso soluzioni tecnologiche come gli impianti LED che, grazie alla possibilità di trasmettere messaggi dinamici e sempre più targettizzati, rappresentano il futuro della comunicazione OOH. Resiste invece, almeno dal nostro punto di vista, il mercato del wrapping, soprattutto per operazioni speciali e di forte impatto come il refreshing building.

Italia vs estero: come cambiano le dinamiche dell’out of home?

I macrotrend in fatto di out of home all’estero sono gli stessi che caratterizzano il mercato italiano. A fare la differenza sono perlopiù aspetti legati alla cultura e alle peculiarità architettoniche Classico, digital, artistico, i mille volti dell’out of home contemporaneo delle località interessate. Londra è, storicamente, più aperta all’utilizzo della tecnologia anche in ambito di comunicazione out of home, mentre Parigi, con il suo centro storico in stile barocco, meglio si sposa con l’uso della cartellonistica classica. Le città italiane, da Milano a Roma, con le loro schiere di palazzi storici, presentano vincoli stilistici e architettonici da tenere in considerazione e che spesso limitano la scelta dei mezzi da utilizzare.

Quale impatto esercitano Internet e i social media?

Internet e i social media, così come le moderne tecnologie multimediali, hanno contribuito a rendere la comunicazione sempre più personalizzata e just in time. Un approccio che sta progressivamente influenzando anche la comunicazione out of home, per la quale si cercano soluzioni in grado di interagire sinergicamente con questi nuovi media.

Come si evolve l’uso dei materiali e quali sono i più utilizzati?

PVC e rete mesh restano al momento i materiali più utilizzati. Tuttavia, si sta diffondendo sempre di più l’impiego di flag e tessuti, anche in funzione del tipo di applicazione, del suo posizionamento in esterno e delle prestazioni richieste. Vi è un’altra tendenza interessante: sempre più spesso, per lo stesso lavoro vengono messi a punto mix di supporti differenti, in grado di garantire risultati di maggiore impatto visivo.

Quali sono le sfide per essere competitivi nell’out of home?

Tecnologia all’avanguardia, prezzi competitivi e velocità di consegna. Sono queste le principali richieste a cui deve rispondere chi oggi opera nel nostro settore.

Possiamo dire che Gruppo Masserdotti abbia l’out of home nel sangue?

La comunicazione out of home fa parte da sempre del nostro core business e la nostra pluriennale esperienza ci permette di offrire ai clienti prodotti di alta qualità, ma soprattutto il valore aggiunto di una consulenza a trecentosessanta gradi. Il nostro lavoro parte dalla progettazione e termina con l’installazione in loco, assicurando sempre il miglior rapporto prezzo/prestazione. Non a caso proprio affidabilità, creatività e competenza sono i plus che in questi anni ci hanno permesso di acquisire commesse di grande prestigio.


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Tecnologia e servizio sartoriale per competere nell’XXL

Printable è l’autore dell’installazione del maxitelo della campagna Samsung che ha dominato la scena in Via Melchiorre Gioia a Milano coprendo il cantiere di un palazzo

Printable è l’autore dell’installazione del maxitelo della campagna Samsung che ha dominato la scena in Via Melchiorre Gioia a Milano coprendo il cantiere di un palazzo

Parte del gruppo Ferrari Promotion, Printable è uno specialista di stampa digitale che ha fatto del grande formato uno dei focus operativi dell’azienda. Le applicazioni spaziano da maxiteli a maxi affissioni fino ai medi formati, dalla decorazione di veicoli alla stampa XXL con effetti speciali.

Risponde Andrea Ferrari, amministratore delegato di Printable

Lo stato dell’arte dell’out of home?

Considerando il nostro ambito di competenza, stiamo assistendo a una crescita dell’out of home rispetto allo scorso anno e vi sono prodotti – quali la decodinamica o le stampe per fiere ed eventi – che continueranno a essere richiesti anche nel prossimo futuro. In generale, l’out of home rimane uno strumento di comunicazione rilevante e l’aumento delle concessionarie di spazi pubblicitari outdoor con cui collaboriamo lo testimonia. Automotive, moda, tecnologia e beverage sono le categorie merceologiche che investono maggiormente nelle affissioni. Diverso è lo scenario del digital out of home, di cui si sente molto parlare ma che non ha ancora raggiunto in Italia un livello di sviluppo e diffusione tale da farci concorrenza diretta.

Le principali sfide del presente?

Una delle più grandi sfide del presente riguarda la necessità di mantenere prezzi allineati con i nostri concorrenti, continuando però a garantire prodotti e servizio di maggiore qualità. Inoltre, la capacità di produrre sia maxiteli per affissioni di grande formato che stampe uniche di piccolo formato – una peculiarità della nostra azienda – ci richiede un grande sforzo in termini di pianificazione della produzione e di organizzazione nell’evasione degli ordini, che spesso deve avvenire in tempi rapidissimi.

Competere nell’OOH: quali step sono necessari?

Investire in tecnologia, macchinari e materiali avanzati che rispettino l’ambiente è solo il primo passo. Ritengo che sia indispensabile offrire un servizio chiavi in mano – noi seguiamo il cliente dalla progettazione e grafica fino a consegna e montaggio del prodotto stampato – e puntare sul ciclo completo in produzione, una scelta che ci permette di ottimizzare i processi ed essere più flessibili nel rispondere agli input dei clienti. In quest’ottica, abbiamo sviluppato un software per tracciare l’ordine e scegliere il momento della consegna. Siamo evoluti tecnologicamente come un e-commerce, ma forniamo un servizio sartoriale, è la nostra strategia per differenziarci.

Come cambiano le applicazioni nell’era della crossmedialità?

La comunicazione out of home continua a rinnovarsi in linea con le tendenze del momento: ne sono un esempio applicazioni all’avanguardia e di grande impatto quali Night & Day, stampe su supporti adesivi, retroilluminati e rigidi, effetti 3D. Anche per quanto riguarda l’avvento dei social media, la cui forza è di avere informazioni sugli user e targettizzare le campagne, il mezzo out of home dimostra di poter adottare la medesima strategia: grazie alla stampa digitale, possiamo produrre più varianti di una pubblicità – in base a posizione, tipo di formato, momento del contatto – e installarne le diverse versioni in contemporanea, per coinvolgere in modo più mirato le differenti fasce di consumatori-target.

Focus tecnologia: quali le novità più rilevanti e dove investire?

A FESPA Digital 2016 si sono visti i grandi passi in avanti compiuti nella stampa sublimatica ad acqua su tessuti di 5 metri. I nostri investimenti mirano sempre a soluzioni di altissima qualità e a materiali, inchiostri e macchine green che rispettino l’ambiente. Abbiamo abolito già da un anno i solventi e abbiamo ricevuto la certificazione GreenGuard che ci permette di produrre per ospedali, scuole e asili. Oggi stampiamo con inchiostri ad acqua e a pigmento e teniamo, appunto, un occhio sul mondo sublimatico.

E per quanto riguarda i supporti?

Cresce la richiesta di prodotti ecologici: noi offriamo stampa su tessuti PVC Free e con inchiostri eco-friendly. I teli – che invece contengono plastiche – sono riciclati a fine campagna per fare borse o accessori: abbiamo sempre più clienti che li richiedono e li lavorano.


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Cavalcare la ripresa portando innovazione

Un esempio di innovazione nell’out of home eseguita da Segnobit: l’intervento presso un centro commerciale di Vienna

Un esempio di innovazione nell’out of home eseguita da Segnobit: l’intervento presso un centro commerciale di Vienna

Segnobit spazia tra le diverse applicazioni dell’out of home, dalla semplice affissione a grandi installazioni, insegne istituzionali, decorazione di automezzi e eventi. Al centro della strategia aziendale, il know how acquisito e l’aggiornamento tecnologico, oltre alla volontà di portare innovazione. Un esempio? L’architettura tessile di grandi dimensioni.

Risponde Nicola Cracco, titolare e amministratore delegato di Segnobit

Come sta andando il mercato dell’out of home in Italia?

Partirei con una considerazione generale, frutto dell’esperienza nel settore: l’andamento del mercato dell’out of home è, a mio avviso, strettamente connesso con quello del building, che è stato caratterizzato da una notevole contrazione negli ultimi tempi. Tuttavia, nei primi mesi del 2016 sono arrivati segnali di ripresa incoraggianti: sulla spinta di nuovi impulsi verso la comunicazione esterna, legata in particolare all’immagine aziendale – sede e retail –, l’out of home sembra avviato a riacquistare attrattività e riconquistare terreno.

Quanto i brand owner credono nell’efficacia di questo mezzo nel nostro Paese?

Direi che in Italia la comunicazione esterna ritenuta ‘vantaggiosa’ ed efficace si concentra nelle grandi città e nelle aree di grande passaggio: stazioni, aeroporti, autostrade. Tuttavia, molte di queste location sono già sature di spazi e, in alcuni casi, organizzate in modo disordinato, se non selvaggio. Quindi, ritengo che fino a quando non si provvederà a estendere in modo più omogeneo la rete di spazi, i brand owner non aumenteranno il loro utilizzo di questo mezzo o, in alternativa, opteranno per altri strumenti, quali ad esempio decorazione del building ed eventi sportivi e culturali.

Le sfide attuali di uno stampatore OOH?

Per essere competitivi nell’attuale mercato dell’out of home è indispensabile trovare la giusta formula per ‘confezionare’ un pacchetto prodotto/servizio che risponda alle nuove aspettative dei clienti. Questo richiede, naturalmente, un’aumentata complessità di competenze da parte dell’azienda. In altre parole, non basta più essere bravi stampatori, ma è necessario arricchire continuamente il know how, promuovere molta attività di ricerca sui materiali e sulle tecnologie, effettuare calcoli sulle prestazioni, garantire una gestione burocratica estesa, ottenere certificazioni e così via.

Applicazioni OOH: qual è la vostra strategia?

Attualmente, siamo focalizzati sulla trasformazione del nostro approccio al mercato, per ampliare l’ambito di competenza all’interno dei progetti a cui partecipiamo. L’obiettivo è quello di partecipare alla catena di fornitura anche in veste di consulenti tecnici, soprattutto in realizzazioni complesse dove la cura del visual abbia un ruolo prioritario. A livello di prodotto, stiamo sviluppando applicazioni innovative nell’ambito dell’architettura tessile. Rivestiamo edifici con soluzioni durevoli (da 5 a 10 anni), realizzate con materiali riciclabili.

In quale direzione orientereste gli investimenti?

Il nostro parco macchine è certamente aggiornato, anche a fronte di una serie di investimenti compiuti recentemente. Di conseguenza, i prossimi step saranno indirizzati all’implementazione della parte software e della struttura commerciale e, naturalmente, all’accrescimento del know how.

Quali sono i materiali più utilizzati nell’out of home contemporaneo?

Tessuti, adesivi e lastre rigide – ovvero quelli che per noi sono i supporti più classici – continuano a essere richiesti. Ci sono, altresì, dei trend emergenti che rispecchiano le nuove frontiere del settore dell’out of home in termini di materiali. In primis, l’avvento di quei materiali nati per essere utilizzati in ambiti diversi da quello della stampa ma che, sottoposti a opportune procedure, vengono adottati nella stampa di grande formato. Vi sono, poi, tutti i materiali che possono essere associati al prodotto stampato tradizionale e che vanno acquisendo nuove proprietà estetiche o tecniche.


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