Il settore tessile rimane sulla cresta dell’onda. La trasformazione degli ultimi anni in ambito produttivo e i cambiamenti sul fronte del trend e dei consumi mantengono alta l’attenzione sul comparto. Alla base di questo fenomeno, l’evoluzione della tecnologia, tra sistemi di stampa digitale sempre più performanti, sviluppo di inchiostri e attenzione alle questioni ambientali.

Nell’ampio universo del textile printing, i comparti del tessile per abbigliamento e del tessile per la casa si dimostrano variegati e dinamici. La domanda dei consumatori e le innovazioni tecnologiche favoriscono la nascita di imprese nuove o la crescita di aziende già avviate e vi è una continua spinta verso implementazione della produttività e riduzione dell’impatto ambientale. Quali sono i ‘top trend’ che esercitano un impatto cruciale sull’adozione di tecnologie digitali nei processi di produzione di capi di abbigliamento e di tessuti per l’home textile? Ne abbiamo identificati cinque:

  • Lo spostamento della produzione regionale dalla Cina ad altre aree, come il Sud-Est asiatico, dovuto al diffondersi del consumismo, allo sviluppo del ceto medio cinese, al generale aumento del benessere economico nel Paese e al conseguente innalzamento dei costi della manodopera.
  • Il fenomeno della fast fashion, il cui successo crescente comporta la ridefinizione degli standard di efficienza nel time to market e nella produzione.
  • La concorrenza sempre più spinta tra negozio fisico e retail online, legata alla scelta di molti fornitori di migrare verso un modello di produzione subordinato all’acquisto (ovvero purchase-activated).
  • Il fenomeno del reshore, che vede il ritorno della produzione nei territori locali e che facilita l’abbattimento dei tempi di risposta alla domanda dei consumatori.
  • L’evoluzione verso l’industria 4.0. Questo percorso implica la continua adozione di processi di produzione sostenibili – in termini di affidabilità, controlli di qualità, produttività – e attività mirate alla costante implementazione della catena di produzione e distribuzione, attraverso l’utilizzo di sofisticate soluzioni di gestione del ciclo di vita del prodotto (PLM) e di automazione.
Dal textile all’industria della moda
Figura 3: Spesa in abbigliamento pro capite

Figura 3: Spesa in abbigliamento pro capite

Uno sguardo complessivo all’industria tessile ci mostra un comparto che nel 2016 ha generato un giro d’affari pari a 667 miliardi di dollari e per il quale si prevede una crescita del 5% nei prossimi cinque anni. Secondo i dati di Marketing Research, l’83% del valore deriva dai tessuti e il 17% dai filati. L’analisi della distribuzione geografica dell’industria tessile evidenzia, inoltre, uno spostamento degli equilibri tra i Paesi di produzione (Figura 1). La Cina e l’Unione Europea mantengono la leadership nell’esportazione del tessuto. Tuttavia, mentre l’UE conserva un trend di crescita – pari all’1,1% nel 2016 – la Cina e l’India hanno rallentato, subendo cali rispettivamente quasi del 3% e del 6,5%. A favore di regioni emergenti come il Vietnam e il Pakistan, che sono cresciute di oltre il 9%. Un esame più attento del segmento del retail per l’abbigliamento – il cui valore è attualmente attestato a circa 1,2 trilioni di dollari e al 6% di crescita da Marketing Research – offre un quadro simile (Figura 2).

Figura 2: WTO 2016, i primi dieci Paesi nell’export di capi di abbigliamento

Figura 2: WTO 2016, i primi dieci Paesi nell’export di capi di abbigliamento

La Cina e l’Unione Europea sono i primi esportatori di capi di abbigliamento, tuttavia l’export cinese sta calando del 7,3% annualmente. L’Europa, invece, continua a vivere una crescita ragionevole. Ancora una volta, i Paesi emergenti – come Bangladesh, Cambogia, Vietnam – stanno crescendo più degli altri. Questo fenomeno di costante crescita dei comparti del tessile per abbigliamento e per la casa può essere in parte attribuito ai progressi nello sviluppo delle tecnologie di produzione, alle innovazioni nella produzione di materie prime (sia naturali sia sintetiche), alla ricerca sul fronte degli inchiostri, e – forse ciò che è più importante – alla capacità di personalizzare in massa prodotti che attraggono quantità sempre più ampie di consumatori. Il boom del fenomeno della personalizzazione è evidente negli articoli realizzati su richiesta e offerti sia nei punti vendita fisici sia in quelli online. Soltanto negli Stati Uniti si prevede che i ricavi associati all’abbigliamento e alle calzature passeranno da 72 miliardi di dollari nel 2016 a oltre 123 miliardi nel 2022 (fonte: Statista). La progressiva transizione verso lo shopping online e l’e-commerce è agevolata dalle strategie dei brand owner, che scelgono di adottare processi di produzione innovativi per ridurre il time to market e, in alcuni casi, sviluppano e producono offerte su richiesta. Fattori economici e demografici – quali un generale aumento del benessere economico e il diffondersi del consumismo su scala mondiale – contribuiscono ad alimentare la domanda di tessuti e di capi di abbigliamento in molte regioni del mondo. Lo dimostra anche un indicatore del report del portale Statista che mette in evidenza la previsione di spesa in abbigliamento pro capite da qui al 2025 (Figura 3): si delinea una crescita vigorosa a livello globale, anche tra i consumatori dei Paesi emergenti. Ad esempio, in Cina la spesa in articoli di abbigliamento sarà più che raddoppiata tra il 2015 e il 2025.

Figura 3: Spesa in abbigliamento pro capite

Figura 3: Spesa in abbigliamento pro capite

Il tessile e la questione ambientale

L’industria del tessile sta sviluppando nuovi metodi di produzione per soddisfare la domanda in continua crescita. Per questo, è importante considerare l’impatto ambientale del settore, dalla produzione iniziale al fine vita del prodotto. Questo è un argomento vasto che copre una varietà di discipline, tra cui l’aumento di fibre cellulosiche, lo sviluppo di tessuti sintetici a base di petrolio, i progressi nella coltivazione di cotone e le innovazioni nel riciclaggio di PET – volte a consentirne il riutilizzo come parte dei filati di poliestere. Tuttavia, tali progressi non hanno avuto impatto sufficiente sul fronte del consumo di acqua, laddove il tessile rimane uno dei tre comparti industriali che consumano più quantità di acqua a livello mondiale. La produzione di tessuti della Cina comporta uno spreco di 2,5 miliardi di galloni all’anno. Il processo di produzione di una maglietta e di un paio di jeans – includendo tutti i passaggi, quali la coltivazione del cotone, la tintura del filato, la stampa, la finitura e il lavaggio regolare dei capi – richiede un consumo di circa 5000 galloni di acqua. Inoltre, si stima che circa il 15% dei tessuti prodotti per l’abbigliamento finisca sul pavimento della sala taglio come scarto. Il tema degli scarti e degli sprechi dell’industria tessile e dell’impatto ambientale che ne consegue rappresenta un problema serio e urgente che brand owner in tutto il mondo e autorità locali stanno affrontando, ma siamo ancora lontani da una risoluzione significativa. Eppure una buona notizia c’è e verte sul percorso di transizione della stampa su tessuto verso la tecnologia digitale. Quest’ultima continua a esercitare un impatto positivo sull’ambiente: non solo il processo di stampa digitale consente un risparmio del 90% di acqua rispetto al processo di stampa offset a bobina, ma permette di ridurre la quantità di inchiostro utilizzato e il consumo di energia per il processo di asciugatura. Secondo le stime, lo 0,1% di tutte le fibre raccolte da organizzazioni di beneficenza e programmi di recupero e riciclaggio viene riciclato per la produzione di nuove fibre tessili. Tuttavia, rispetto al riciclo di materiali di imballaggio, è una percentuale insignificante (Figura 4).

Figura 4: Il riciclo nell’industria del packaging

Figura 4: Il riciclo nell’industria del packaging

Tessuti stampati in digitale

Sebbene la stampa digitale dei tessuti stia influenzando l’industria dagli anni Novanta, l’ultimo decennio ha visto un forte aumento nell’adozione e nell’utilizzo della tecnologia digitale sia per la produzione di sample o esemplari unici, sia per la gestione di intere produzioni. Secondo un’indagine di Keypoint Intelligence, sono circa 450 miliardi i metri quadrati di tessuto prodotti annualmente, e la maggior parte è tinta.

Figura 5: Previsione del valore della stampa digitale - 2016-2021

Figura 5: Previsione del valore della stampa digitale – 2016-2021

Nel 2016, sono stati circa 36 miliardi i metri quadrati di tessuto stampato e, di questi, sono stati circa 1,2 miliardi i metri quadrati stampati con tecnologia digitale. I principali benefici portati dalla stampa tessile digitale includono maggiore creatività, efficienza nella catena di produzione e un minor impatto ambientale. I designer di oggi hanno la possibilità di scegliere tra infiniti disegni, colori e fantasie e possono produrre i propri articoli in piccole e grandi quantità nel corso del tempo: ciò implica il sorgere di nuove opportunità non solo per i disegnatori emergenti, ma anche per i marchi già affermati. Nell’ambito dell’abbigliamento, dell’arredamento di interni e del tessile industriale, i tessuti stampati con tecnologia digitale possono aggiungere valore sia in termini estetici sia in termini di funzionalità. Keypoint Intelligence prevede che il mercato della stampa digitale su tessuto raggiungerà un tasso annuo di crescita composto (CAGR) del 19% tra il 2016 e il 2021, superando i 33 miliardi di dollari in valore totale dei prodotti entro il 2021 (Figura 5). Tra i vari comparti del digital textile, il tessile per abbigliamento è quello che vanta la crescita più sostenuta. Crescita legata a fenomeni specifici quali l’affermarsi della fast fashion, il cambio della stagionalità dei capi – laddove il ricambio delle collezioni è più frequente – e la moda dei capi sportivi. Nonostante il tessile per l’arredamento e il tessile industriale non stiano crescendo con la medesima velocità, le innovazioni sul fronte del pigmento tessile e dei coloranti apriranno nuove opportunità e porteranno i comparti a raddoppiare il giro d’affari entro il 2021.

Focus sulla tecnologia digitale
Figura 6: Le soluzioni per la stampa tessile digitale disponibili sul mercato

Figura 6: Le soluzioni per la stampa tessile digitale disponibili sul mercato

Rispetto alle tecnologie di produzione del settore tessile, Keypoint Intelligence distingue le seguenti categorie di stampa digitale a bobina: sistemi di stampa con produttività fino a 80 mq/ora; sistemi di stampa con produttività superiore a 80 mq/ ora; sistemi di stampa single- pass; sistemi di stampa single-pass ibridi. L’offerta di soluzioni per la stampa tessile digitale si è ampliata negli ultimi anni. Una panoramica dei sistemi di stampa maggiormente utilizzati nelle diverse categorie del tessile è offerta dalla figura 6; tuttavia esistono numerosi altri prodotti non rappresentati qui, che vengono utilizzati in tutto il mondo e contribuiscono alla crescita fenomenale dei volumi di tessuto stampati annualmente.

Figura 7: Previsioni sulle unità di stampa tessile digitale installate nel periodo 2016-2021

Figura 7: Previsioni sulle unità di stampa tessile digitale installate nel periodo 2016-2021

Secondo una recente indagine di Keypoint Intelligence sul digital textile printing, nel 2016 sono stati installati circa 7 mila sistemi di stampa tessile digitale a livello globale. Un indicatore destinato a superare le 11 mila unità entro il 2021 – per un tasso annuo di crescita dell’11% nel periodo di previsione di cinque anni (Figura 7). I sistemi di stampa a sublimazione – principalmente utilizzati per applicazioni di media e bassa gamma in campionatura o in bassi volumi – sono un supporto a queste unità. Altra categoria, quella dei sistemi di stampa di più alta gamma, che tendono a usare inchiostri reattivi su cotone o su altri tessuti cellulosici. Come evidenziato in precedenza, i sistemi di stampa con inchiostri a pigmento cominciano a penetrare il mercato e sono destinati a trainare la crescita del settore dell’arredamento. Secondo le previsioni di Keypoint Intelligence, la distribuzione del volume annuale della stampa tessile cambierà verso la fine del periodo oggetto di analisi e i volumi di tessuto stampato raggiungeranno quota 3,5 miliardi metri quadrati entro il 2021. Ciò riguarderà principalmente la stampa con inchiostri reattivi e con inchiostri per fibre sintetiche, e in misura minore quella con inchiostri acidi e pigmenti. Allo stesso tempo, l’utilizzo di inchiostri vedrà un tasso annuo di crescita del 23% tra il 2016 e il 2021. È interessante notare che i pigmenti stanno crescendo significativamente e stanno influenzando principalmente le applicazioni decorative. Ad oggi, una piccola porzione di utilizzatori sta implementando le tinture VAT recentemente introdotte.

Abbiamo parlato di mercato, numeri e tendenze. È arrivato il momento di concentrarci sull’innovazione tecnologica, non soltanto nell’ambito della stampa, ma allargando il focus alle diverse fasi del processo di produzione di un articolo tessile.

La dinamicità dell’industria tessile è strettamente legata all’ampio spettro di tecnologie che arrivano a coprire le diverse fasi del processo di produzione e contribuiscono alla sua generale ottimizzazione. Abbiamo voluto, in questo ambito, dare evidenza ad alcune di queste tecnologie. Tuttavia, è importante tenere presente che ve ne sono anche altre destinate a esercitare un impatto sulla crescita – significativa – attesa per questo comparto. Tra le aree oggetto dalle principali innovazioni tecnologiche negli ultimi anni vi sono: la gestione del ciclo di vita del prodotto; il fenomeno di e-commerce ed esercizi online, alla base del boom della personalizzazione di massa; la fase di design e progettazione; il priming digitale; le operazioni di taglio e cucito.

Gestione del ciclo di vita del prodotto
Figura 8: Product Lifecycle Management (PLM)

Figura 8: Product Lifecycle Management (PLM)

Il fenomeno della personalizzazione di massa sta dando un forte contributo all’adozione di una serie di tecnologie volte a snellire e ottimizzare i processi di produzione, per renderli sempre più informati, ripetibili e tracciabili. Tali tecnologie stanno diventando parte integrante della cosiddetta Industry 4.0, l’industria 4.0 che alimenta le fabbriche smart. Prerogativa di questi processi è che tutti gli elementi di produzione siano integrati nel sistema in modo da consentire ai brand owner di avere il controllo totale dei lavori. Gli elementi chiave nella gestione del ciclo di vita di un prodotto (PLM – Product Lifecycle Management) sono: pianificazione del prodotto, generatore di reportistica, software di design grafico abbinato, strumenti di conformità, gestione di percorsi critici, task management, sviluppo del materiale e del rivestimento, gestione dell’immagine e delle risorse, partnership e collaborazioni. La figura 8 – fornita da WFX WEB PLM – mostra gli elementi chiave nella gestione di un ciclo di vita tipico di un prodotto.

I negozi online e la personalizzazione di massa

La produzione on demand dei tessuti è ormai una realtà per aziende di tutte le misure. Del resto, la comparsa di diversi business online evidenzia la portata di questo fenomeno. Spoonflower è stato tra i primi negozi online di tessuti: nato negli Stati Uniti è oggi presente anche in Germania e, rivolgendosi ad appassionati, decoratori e utenti finali, punta sul continuo aggiornamento dell’offerta per rispondere ai diversi bisogni della domanda. Altro caso di grande interesse è TheColorSoup, piattaforma web-to-fabric lanciata nel 2016 da Miroglio, gigante italiano del tessile. TheColorSoup consente agli utenti di stampare sul tessuto disegni ed elementi grafici a scelta e personalizzati, in piccole e grandi quantità. Un aspetto, quest’ultimo, particolarmente significativo: lo stabilimento di Miroglio era infatti sinonimo di produzione tessile su larga scala per brand internazionali, mentre oggi si rivolge anche a consumatori finali per piccole commesse.

Figura 9: Come si definisce il costo di un capo di abbigliamento?

Figura 9: Come si definisce il costo di un capo di abbigliamento?

Il textile design e gli strumenti di progettazione

Questo trend di trasformazione globale del settore tessile non ha mancato di coinvolgere anche la parte creativa del processo. Designer e stilisti hanno oggi a disposizione strumenti innovativi e dal grande potenziale. Del resto, la creazione di una nuova collezione o di una linea di prodotti è un processo a più stadi. I designer cercano ispirazione nelle ‘previsioni del fashion’ e analizzano i trend in corso, attraverso gli eventi della moda o le tendenze globali. Seguendo questo sistema, concettualizzano il loro progetto usando moodboard, un collage di immagini, texture e colori da cui trarre ispirazione per creare la collezione e tutta la gamma di prodotti correlati. Le fasi successive riguardano la creazione di un pattern su carta e la produzione di un modello in mussola, per poi procedere all’ordine di una serie di campioni in una varietà di colori. Un processo complesso come quello appena descritto può oggi essere ottimizzato digitalmente: l’adozione di strumenti di produzione virtuali consente ai designer di lavorare in un mondo digitale in 3D, nel quale i loro bozzetti e le loro creazioni prendono vita attraverso gli avatar, raffiguranti differenti silhouette. Questi avatar consentono di allineare precisamente motivi intricati per vedere il drappeggio dei tessuti e valutare gli effetti di potenziali aree di pressione. Una volta completata la collezione digitale, tutti i design visualizzati vengono prodotti e assemblati per creare l’indumento e, in un secondo step, ottimizzati in un cartamodello che viene poi stampato. La tecnologia digitale permette non solo la stampa dei cartamodelli, ma anche l’ottimizzazione di questa operazione attraverso una riduzione degli sprechi di materiale e del consumo di inchiostro.

Focus sul digital printing

Quella delle macchine da stampa tessili digitali è una categoria che raggruppa sistemi differenti, sviluppati per stampare su una vasta gamma di tessuti, dalle fibre naturali a quelle sintetiche. Tipicamente questi sistemi hanno una larghezza tra 1,8 e 3,2 metri, laddove la larghezza maggiore viene usata per il décor. Le prime soluzioni di stampa digitale furono introdotte nel settore tessile all’inizio degli anni Novanta. Da allora l’offerta tecnologica ha continuato a crescere, così come sono aumentate le tipologie e le sfere di applicazione. Le soluzioni attualmente presenti sul mercato permettono di utilizzare la stampa digitale per produzioni sia uniche o con volumi minimi, sia in grandi volumi. Un impatto significativo sull’evoluzione del mercato lo ha dato l’introduzione di sistemi di stampa single pass, caratterizzati dall’elevata produttività. A partire da ITMA 2015 a Milano, diverse soluzioni single-pass sono state presentate sul mercato. All’interno dell’universo della tecnologia single pass (vedi la tabella 1) si distinguono due classi di prodotto.

Tabella 1: Una panoramica delle soluzioni single-pass nella stampa tessile digitale

Tabella 1: Una panoramica delle soluzioni single-pass nella stampa tessile digitale

La prima include i sistemi di stampa che presentano diverse torri digitali e che contano da quattro a dodici colori. Vengono utilizzati per applicazioni che richiedano un gamut colore molto esteso oppure presso operatori che abbiano l’esigenza di utilizzare la stessa macchina per diverse tipologie di tessuto, laddove vi sono sistemi single-pass che supportano due diverse tipologie di inchiostro. A comporre la seconda tipologia single-pass sono i sistemi ibridi, ovvero quelli che presentano sulla stessa linea moduli di stampa serigrafica rotativa e moduli di stampa digitale. Questi sistemi ibridi permettono di stampare per ogni modello articoli con tonalità di colori differenti usando tecnologie analogiche, per poi aggiungere elementi e dettagli diversi e personalizzati utilizzando i moduli digitali. Si tratta di soluzioni che consentono ai produttori di tessuto di soddisfare i bisogni del cliente sia per piccole sia per grandi quantità. Vista la vasta gamma di sistemi di stampa disponibili, si potrebbe pensare che i problemi legati alla gestione del colore e a una produzione uniforme, conforme e prevedibile siano stati risolti. Sfortunatamente, molti dei sistemi disponibili sul mercato dipendono da ispezioni umane per identificare problemi come la conformità e l’uniformità del colore e le alterazioni di stampa. La sfida è raggiungere una qualità di stampa consistente e ripetibile nel tempo per device singoli e multipli e in diversi lotti di produzione. Numerosi produttori stanno lavorando allo sviluppo di soluzioni che ottimizzino questo processo, ma c’è molto potenziale di miglioramento. Idealmente, in futuro i sistemi scansioneranno automaticamente il prodotto stampato per individuare difetti e correggere dinamicamente qualsiasi fluttuazione del colore. Probabilmente sarà possibile osservare innovazioni in questo campo a ITMA 2019, in Spagna.

Le operazioni che seguono la stampa
Figura 10: Cucito tradizionale vs. Cucito automatizzato di SoftWear

Figura 10: Cucito tradizionale vs. Cucito automatizzato di SoftWear

Dopo la stampa e prima che l’indumento sia pronto per essere spedito a magazzini e negozi c’è un ulteriore passaggio: il taglio e cucito. Dalla figura 2 (realizzata dalla statunitense Portland Garment Factory), nella pagina precedente, si evince un indicatore significativo: la fase di taglio e cucito genera tipicamente il 72% del costo di produzione di un indumento. La stampa ne costituisce solo il 20%, mentre gli alti costi della manodopera hanno contribuito a far sì che la maggior parte delle produzioni tessili rimanessero in Asia. Tuttavia, i protagonisti dell’innovazione stanno lavorando molto per trovare soluzioni che portino l’automazione anche nelle operazioni di taglio cucito. SoftWear, partita con un brevetto rilasciato nel 2012 – con un finanziamento di DARPA (Defence Advanced Research Projects Agency) –, è un esempio di azienda che sta innovando il campo del cucito automatizzato. Il gruppo ha sviluppato SEWBOTS, dei robot da cucito ideati per creare gli articoli più comuni come pantaloni, magliette e borse (vedi figura 10). La tecnologia include nastri trasportatori, machine vision, macchine da cucito sofisticate e “dogs”, che afferrano il tessuto nel processo di cucitura. Il singolo prodotto viene spostato da una stazione di cucito all’altra, mentre l’indumento viene assemblato lungo la linea di produzione. Il processo di collegamento e connessione di tutti gli elementi della catena di produzione – dal design alla produzione di tessuti grezzi, fino a stampa, tintura, taglio e cucito – sta cominciando a prendere forma. Il futuro della produzione automatizzata si avvicina e la pressione dei costi della manodopera spingerà le diverse regioni del mondo (anche quelle low-cost come l’Asia) ad adottare più automazione.

L’opinione di Keypoint Intelligence (InfoTrends)

L’industria tessile è un driver economico cruciale dell’economia globale. L’evoluzione tecnologica e lo sviluppo incessante di soluzioni innovative permetteranno agli operatori del settore tessile di diventare più efficienti e più eco-sostenibili. La stampa digitale gioca, in tale ambito, un ruolo di primo piano in quanto consente di migliorare e potenziare la creatività e di automatizzare la produzione, in linea con gli standard dell’industry 4.0. Sebbene le sfide per il raggiungimento dell’obiettivo di una produzione uniforme, conforme, ripetibile e prevedibile non manchino, la portata della nuove tecnologie consentirà di migliorare i processi di stampa digitale e di rendere possibile l’automazione a valle della supply chain per minimizzare l’intervento umano. Keypoint Intelligence ritiene che numerose novità emergeranno dai laboratori nel prossimo futuro e verranno progressivamente integrate nelle linee di produzione. Stay tuned.

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